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Suoni personalizzati con Android: eccome come.

mercoledì, 2 febbraio 2011

Mi sto trovando davvero bene con Android ma pecca in alcune piccole cose abbastanza sceme.

Ad esempio per la gestione dei messaggi: Nokia o, meglio, Symbian li gestisce meglio (spero in un aggiornamento da parte di Google).

Altra cosa è l’utilizzo di mp3 come suono per la suoneria, per la sveglia o per i messaggi: di base (almeno sulle rom “grezze”, quelle non toccate da altri) non è possibile farlo senza un accorgimento.

Di app che permettono di fare questo ce n’è sono a bizzeffe sul Market, alle volte gli stessi riproduttori musicali (Winamp, PowerAMP, ecc.ecc.) hanno un’opzione nei loro menù ma, visto che non mi fido mai di nessuno, preferisco farlo.

Per utilizzare file mp3 per le notifiche, dovrete creare una cartella nella root della MicroSD con nome “media“, al suo interno un’altra con nome “audio” ed, infine, al suo interno altre tre: “ringtones“, “alarms“, “notifications“.

Struttura della microSD:

\

media

audio

alarms

notifications

ringtones

Nella cartella “ringtones” andranno messi quei file che volete utilizzare come suoneria, in “notifications” quelli per i messaggi e, infine, in “alarms” quelli per la sveglia.

Ora, ogni volta che andrete a scorrere i vari suoni, troverete i file inseriti alla fine della lista.

Ciao!
! :) !

Esplorare una cartella remota tramite shell

lunedì, 31 gennaio 2011

Avete bisogno di navigare tramite shell in una cartella remota?

Bene, come avete notato non è possibile farlo senza montare la cartella da qualche parte.

Per fare ciò, avete bisogno di smbfs (che, da quello che ho reperito in rete, è un file system o, meglio, è un SMB “montabile”).

Per installarlo, aprite un terminale e date:

sudo apt-get install smbfs

Fatto questo, dovrete creare una cartella dove montare la cartella remota; quest’ultima potrà essere nella posizione che più vi aggrada (io l’ho messa sulla “Scrivania”) e la potete creare come volete (tramite GUI o con un semplice “mkdir“).

Ora dovrete montare la cartella remota nella cartella appena creata:

sudo mount -t smbfs -o username=nome_utente,workgroup=workgroup_server //nome_server/nome_cartella_remota /path/cartella_appena_creata

Dove “-t” indica che tipo di file system volete montare, “-o” che ciò che segue sono opzioni; “nome_server” sarebbe il nome del computer dove è locata la cartella remota che si vuole raggiungere e “nome_cartella_remota” è il nome della cartella remota.

Se le due macchine si trovano sotto lo stesso workgroup, il campo “workgroup=workgroup” può essere omesso.

Dopo aver dato questo comando, vi verrà chiesta la password dell’utente della macchina-server che volete raggiungere: nel caso può essere aggiunta anche nelle opzioni del comando, ma sarà in chiaro:

-o username=nome_utente,password=password_utente

C’è solo un piccolo problema: il proprietario della cartella montata non sarete voi ma il “superutente” quindi, qualsiasi cosa vogliate fare, la potete fare solo da “superutente”.

Ciao!
! :) !

Macro con HTC Wildfire

giovedì, 27 gennaio 2011

Ciao.

Come avrete capito da questo post, sono passato ad Android con un HTC.

Una delle pecche di smartphone non Nokia sono proprio le fotocamere: i megapixel non sono l’unica cosa che conta.

Infatti se non ci sono delle buone lenti, un buon sensore ed un software che sfrutti appieno tutto questo “mix”, potremmo avere decine e decine di megapixel ma le foto saranno comunque di bassa qualità.

Un giorno ho trovato una lumaca in casa (abbiamo delle piante) e volevo scattargli una foto.

Il massimo che sono riuscito ad ottenere con l’autofocus è stato questo scatto:

Lumaca - Macro con autofocus

Le avrò fatto un book fotografico ma meglio di così non veniva.

Alla fine, quando quasi stavo per desistere, ho pensato bene di eliminare l’autofocus: l’app “Fotocamera” di HTC permette, infatti, di disattivare l’autofocus e di scattare una foto premendo sullo schermo direttamente il soggetto da mettere a fuoco.

Questo è lo scatto senza autofocus attivo:

Lumaca - Macro senza autofocus

Certo non è il massimo ma è sempre meglio di niente.

Ciao.

! :) !

Come partizionare al meglio Ubuntu

domenica, 4 luglio 2010

Partizionare Hd - Gestore dischi

Quando installiamo Ubuntu possiamo scegliere come partizionare il nostro Hd.
Possiamo dirgli di utilizzare l’intero disco e lasciargli carta bianca su come partizionarlo o di installare Ubuntu affianco ad un altro Sistema Operativo (ad esempio Windows o un’altra distribuzione di Linux) o possiamo scegliere di decidere noi come partizionare il disco.
In quest’ultimo caso, dobbiamo creare una partizione per lo swap, una per il main (i file di sistema) ed un’altra ancora per la nostra home.

Parlando con chi ne sa più di me (C0m3tX, che ringrazio) è uscito fuori che il miglior modo di partizionare sarebbe questo:

  • partizione primaria di 100Mb per il boot (grub, nel caso di Ubuntu) formattata con ReiserFS
  • partizione estesa di 2Gb (di solito metto tanto) per lo swap
  • partizione estesa per il main (i file di sistema) formattata con ext4
  • partizione estesa per l’home (i nostri file) formattata con ext4

L’ordine delle partizione deve essere come quello della lista.

Il file system ReiserFS è un po’ più sicuro (il rischio di corruzione dei dati è molto basso), l’ext4 è un po’ più veloce, quindi per il boot è consigliato l’uso di ReiserFS, per il main e la home l’ext4 ma potete utilizzare il file system che volete.

Ciao!

! :) !

Backup di eMule

domenica, 13 giugno 2010

Non guardo la televisione ma mi piacciono i telefilm.

Unico modo di reperirli, oltre a comprare i cofanetti delle stagioni, è quello di rivolgersi a quello che io definisco il “grande videoregistratore”.

Come ben sapranno chi l’ha utilizzato almeno una volta, c’è una coda da rispettare ed un sistema di “crediti” per avanzare di qualche posto in questa coda.

Nel caso dobbiate fare una qualsiasi operazione che comporti la cancellazione della cartella del programma, ricordatevi di salvare questi file:

  • Category.ini: l’eventuale suddivisione in categorie dei vostri download
  • clients.met: contiene la lista di utenti che hanno scaricato da voi e viceversa: serve a calcolare i crediti per la gestione della coda di upload
  • cryptkey.dat: contiene la chiave univoca RSA: serve a proteggere la vostra chiave hash
  • downloads.txt e downloads.bak: memorizza i link ed2k che stiamo scaricando; downloads.bak è un file di backup di downloads.txt
  • preferences.dat: contiene le informazioni riguardo le vostre preferenze
  • statistics.ini: memorizza periodicamente le statistiche di eMule

Li trovate tutti nella sottocartella del programma “config”.

Fonte: Emule.it.

Ciao!

! :) !

Ps.: questa guida è solo a scopo illustrativo. Per quali file scaricate con eMule sono fatti vostri.

Driver Ati Radeon 9200 per Windows 7

sabato, 12 giugno 2010

Volevo provare Windows 7 sul mio “computer nonnetto” (questo mese sono sei anni) dotato di una Ati Radeon 9200.

Avendolo già installato altrove, ho preferito rimandare a fine installazione la ricerca dei driver; bene ho fatto perchè gli unici driver che non è riuscito a trovare erano quelli della scheda video e della scheda audio secondaria (beh, lo sapevo già ed infatti li avevo già belli che pronti).

Così mi reco sul sito dell’Ati ma non li trovo nè per Windows 7 nè per Vista (alle volta basta usare quelli).

Faccio una ricerca su Google e, con mia grande sorpresa, trovo subito la soluzione qui e qui.

Ho riuploadato il file: lo trovate anche qui.

Per installarli dovete semplicemente estrarre il contenuto, andare in “Gestioni dispositivi” (lo trovate in “Pannello di Controllo” -> “Sistema” o tasto destro su “Computer” -> “Proprietà“), cliccare con il testo destro sulla scheda video (se non avete provato ad installare i driver di Xp, dovrebbe essere uno dei primi risultati con un triangolo giallo) e con il sinistro su “Aggiornamento Software Driver“, “Cerca il software del driver nel computer“, cliccare su “Sfoglia” e selezionare la cartella dove avete estratto il contenuto dell’archivio e poi su “Avanti“.

Attendete la fine dell’operazione e riavviate (non è necessario ma di norma si fa).

Fine.

Ciao!
! :) !

Estrarre audio da un “Enhanced CD”

sabato, 22 maggio 2010

Vi sarà capitato almeno una volta comprare un cd audio, metterlo nello stereo e sentirlo senza problemi poi, un giorno, vi svegliate e volete fare una compilation: prendete il cd, lo mettete nel computer e… e… non riuscite a riprodurre il cd con il vostro player.

Andate ad esplorare il cd ed invece di trovare le tracce audio trovate dei dati: immagini, video, un player della casa discografica, un’animazione flash e cose del genere.

Si tratta di un “Enhanced CD” (Wikipedia) o anche conosciuto “CD Extra” o “CD Plus”.

La struttura di questo tipo di cd è formata da due sessioni: nella prima sono presenti le tracce audio, nella seconda i file ed è “formattata” con un File System.

Per questo motivo i lettori da tavolo (stereo, autoradio e via dicendo) leggono solo la prima sessione, i computer la seconda (trovano un File System e ti mostrano il contenuto).

Per una copia di backup (copia 1:1) non ci dovrebbero essere problemi ma per creare una compilation o semplicemente riversare il cd audio in mp3 o solamente sentirlo con il proprio player si!

Tutto questo si risolve con Exact Audio Copy (EAC), freeware per privati.

L’installazione è semplicissima, la configurazione altrettanto.

Per l’installazione l’unica raccomandazione è la richiesta di installazione della toolbar di Ask.com (della serie): se non vi interessa deselezionatelo.

Per la configurazione selezionate solo i lettori che utilizzerete per questo scopo e deselezionate le unità virtuali (ad esempio quelle create da Alcohol).

Vi sarà richiesto se vi importa di più la qualità del risultato o la velocità, di confermare le caratteristiche del vostro lettore ottico (se non li conoscete, selezionate la seconda opzione e fategli fare il test), di scegliere quale formato per il “rippaggio” del cd in file compressi (mp3 o wma) o in file non compressi (FLAC o WMA Lossless) ed, infine, viene richiesta un’email (una vale l’altra) utile per accedere al database degli ID3 tag.

Fatto questo avete finito la configurazione.

Se provate a fargli analizzare un enhanced CD noterete che l’ultima traccia e quella dei dati, tutte le altre le tracce audio.

Cliccando su “Database -> Get CD Information from -> Database” gli ID3 tag veranno compilati automaticamente; nel caso il CD non sia presente nel database potrete compilare manualmente i campi.

Sono richiesti i codec LAME (download).

Per il download di EAC qui.

Ciao!
! :) !

Ps.: dovrebbe funzionare correttamente anche con Wine ;) .

Ripristinare Google come motore di ricerca [Firefox]

sabato, 22 maggio 2010

Ogni tanto capita qualche programma che, durante l’installazione, ci chiede se vogliamo installare anche la propria Toolbar (o di qualche altro più o meno strano motore di ricerca).

Se per sbaglio gli diamo il consenso (o il programma viene installato da mani inesperte) potremmo trovarci cambiato il motore di ricerca di default e l’homepage.

Per ripristinarlo dovremo andare a cambiare le impostazioni nella “Barra di ricerca” e nelle “opzioni avanzate” di Firefox .

Barra di ricerca“:

la barra di ricerca è quella a destra rispetto alla barra degli indirizzi.

Bisogna cliccare sul triangolino con la punta rivolta verso il basso, cliccare su “Gestione motori di ricerca…, spostare quello di Google al primo posto e selezionarlo.

Il motore di ricerca aggiunto dal programma potete anche lasciarlo.

Barra degli indirizzi“:

inserendo una parola nella barra degli indirizzi, quest’ultima, verrà ricercata su Google.

Se il programma ha modificato anche questo (quasi sicuramente), dovrete ripristinare il link di Google:

  • nella barra degli indirizzi scrivete “about:config
  • cliccate su “Farò attenzione, prometto” ( :D )
  • ora ricercate il parametro “keyword” (scrivete nella barra affianco a “Filtro:”) e sostituite il link presente con questo:

http://www.google.com/search?ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=navclient&gfns=1&q=

Finito :D !

Ciao!
! :) !

Rete Wi-Fi UniNa + Wicd: binomio possibile.

lunedì, 10 maggio 2010

AGGIORNATO!

Chi è iscritto alla Federico II ed utilizza la rete Wi-Fi sa che da quando la Telecom (o chi la gestisce) ha cambiato il protocollo optando per il WPA/WPA(2)-Enterprise, quest’ultima è diventata molto “instabile”: computer che non si collegano (soprattutto quelli con S.O. Unix Based, cioè Linux e Mac Os), connessione irregolare, ecc.ecc..

Personalmente utilizzo un portatile con Jaunty (9.04) (*) ed è risaputo che su quest’ultimo c’erano dei problemi con il protocollo su citato.

Con la versione preinstallata di Network Manager la connessione è impossibile: se si connette dopo cinque minuti salta.

Ho provato anche ad installare l’ultima versione rilasciata ma bisogna agire su troppe (per i miei gusti) librerie.

Lo ammetto: ho anche provato a farlo ma ho combinato un bel casino :D .

Così girogavai per la rete alla ricerca di un degno sostituto e trovai Wicd.

Wicd (Wikipedia) è un ottimo sostituto di N.M. anche se è un po’ ostico da utilizzare (bisogna configurarlo).

Il protocollo da selezionare su Wicd per la rete Wi-Fi_UniNa (questo è il suo nome) è “PEAP with TKIP”:

Protocollo rete Wi-Fi UniNa PEAP with TKIP

Una volta selezionato ci troveremo davanti questi campi:

Campi da compilare per eseguire  l'accesso

Nel campo denominato “Identity” bisogna inserire l’email che ci ha fornito l’Università (quella che fa: “nome(di solito l’iniziale).cognome@studenti.unina.it”).

Nel campo denominato “Password” bisogna inserire la password che abbiamo scelto.

E, per finire, nel campo “Path to CA Cert” bisogna inserire…

…bisogna inserire…

…cosa bisogna inserire?

Niente, appunto.

Bisognerebbe lasciarlo vuoto.

Questo non è possibile visto che viene richiesto.

Allora, cosa facciamo?

Quello che dobbiamo fare è creare un altro “template” dello stesso protocollo con l’unica differenza che non viene richiesto un certificato.

Per fare questo dobbiamo creare (e modificare) un nuovo file da inserire tra i “template” di Wicd:

sudo gedit /etc/wicd/encryption/templates/peap-tkip2

“peap-tkip2″ sarà il nome del nuovo “template” che stiamo andando a creare: è a scelta.

Se non avete “gedit” utilizzate il vostro editor di testo (magari creando prima il file con “touch“).

All’interno dovrete copiare questo:

name = PEAP with TKIP alma
author = belluomo
version = 1
require identity *Identity password *Password
—–
ctrl_interface=/var/run/wpa_supplicant
network={
ssid=”$_ESSID”
scan_ssid=$_SCAN
proto=WPA
key_mgmt=WPA-EAP
pairwise=TKIP
group=TKIP
eap=PEAP
identity=”$_IDENTITY”
password=”$_PASSWORD”
phase1=”peaplabel=0″
phase2=”auth=MSCHAPV2″
}

I campi “name” ed “author” sono a vostra discrezione.

Ora bisognerà aggiungere questo “template” agli altri già presenti in Wicd.

Aprite il file dei template:

sudo gedit /etc/wicd/encryption/templates/active

ed in fondo al file (o dove volete) aggiungete il nome del file che avete creato sopra, che in questo caso è:

peap-tkip2

Questo è il risultato:

Nuovo form: solo "Identity" e "Password"

Compilate i campi, confermate, mettete la spunta su “Connetti automaticamente a questa rete” e poi su “Connetti“.

Questo network manager, a differenza di altri, distingue il MAC address di ogni access point anche se il nome della rete è lo stesso:

Elenco reti Wi-Fi_UniNa con Mac Address diversi

Per questo motivo ogni volta che ci sposteremo di edificio (capiterà sicuramente), almeno per le prime volte, Wicd ci “chiederà” di reinserire i dati (cioè lui non ci chiederà niente, saremo noi ad andare a ricompilare il form una volta verificato che non c’è linea :D ).

Questo è tutto.

Devo specificare una cosa.

Questa non è tutta farina del mio sacco: quando girovagai per la rete alla ricerca di come non inserire il certificato trovai questo post.

Quindi un grazie a LicaoNesSs e dovuto: mi ha evitato di studiarmi il Wiki di Wicd, anche se già avevo iniziato a “studiarmi” questo :) .

Ciao!

! :) !

Ps.: Nota Bene: capita spesso che la rete c’è, il computer si colleghi ma non si riesca a navigare.

E’ inutile sbatterci la testa: molte volte è proprio la rete che non va, soprattutto in posti ormai risapute (esempio: centro comuni, CSI).

(*) non ho aggiornato a Karmic (9.10) o Lucid (10.04) perchè con entrambi ho problemi più o meno seri (soprattutto con Karmic).

AGGIORNAMENTO: la versione di Wicd da me utilizza è la 1.5.9.

Se avete la 1.7.0 questa guida è pressochè inutile: potete selezionare tranquillamente il protocollo “PEAP with TKIP/MSCHAPv2” (se non mi sbaglio si chiama così su questa versione) e lasciare vuoto il campo del certificato.

WPA(2)-Enterprise