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[Raspberry Pi] Condividere cartelle con un server Samba

domenica, aprile 26th, 2015

Ciao.

Condividiamo una cartella su Raspbian con un server Samba.

Installiamo

sudo apt-get install samba samba-common-bin

ed andiamolo a configurare cambiando i parametri nel suo file di configurazione

sudo nano /etc/samba/smb.conf

Togliamo i commenti a

workgroup = WORKGROUP
wins support = yes

dove “WORKGROUP” deve essere sostituito con il workgroup della vostra rete e “wins support” è per il supporto ai sistemi Windows (se non vi interessa potete anche lasciarlo invariato),

togliete il commento anche a

# security = user

ed aggiungete alla fine del file questo

[nome_cartella_condivisa]
comment = vostro_commento
path= path_della_cartella_da_condividere
browseable=yes
read only = no
writeable=yes
only guest=no
guest ok=no
create mask=0777
directory mask=0777
public=no

dove “nome_cartella_condivisa” è per il nome che volete far apparire nella vostra rete.

Settiamo una password per il server Samba

sudo smbpasswd -a username

Sostituite username con il vostro username.

Riavviamo il server

sudo /etc/init.d/samba restart

Ciao!
! 🙂 !

 

 

Fonti:

http://raspberrypihq.com/how-to-share-a-folder-with-a-windows-computer-from-a-raspberry-pi/

http://maxtrixnix.blogspot.it/2013/06/raspberry-pi-come-installare-e.html

Configurare OpenVPN per condivisione file (Windows 7)

domenica, luglio 1st, 2012

Ciao.

Era un progetto che avevo in mente da diversi anni ma, ogni volta che lo iniziavo, non andava mai a finire come volevo io: una VPN casalinga tramite i servizi offerti da Windows.

Il problema principale non era nè la configurazione di un DNS dinamico (quello l’avevo già da tempo immemore) nè la configurazione della VPN stessa ma il poterla raggiungere dall’esterno (nella stessa rete funziona benissimo): nelle innumerevoli guide che ho letto a riguardo nessuno specificava che il router deve supportare il VPN passthrough.

Alla fine, per questo motivo, a malincuore ho dovuto ripiegare su software di terzi parti con un client per Android.

“Hamachi”, purtroppo, non ha un client per Android che faccia quello che voglio io, così ho optato per “OpenVPN”.

Per configurarlo al meglio, vi consiglio questa ottima guida e di leggere tutte le HOWTO sul sito ufficiale.

Se fila tutto liscio, buon per voi: io ho avuto diversi problemi, risolti dopo ricerche su Google.

Il primo l’ho avuto con “build-ca.bat”: mi restituiva “unable to write ‘random state'”.

Per risolverlo, ho seguito le istruzioni scritte in questo topic (precisamente, questo post).

Il secondo problema che ho avuto era la condivisione delle cartelle: servizi come VNC, FTP, ecc.ecc. funzionavano alla perfezione ma non riuscivo ad accedere alle cartelle condivise.

Dopo due ore di ricerche, lettura di guide e sperimentazione, non avevo trovato il problema (e, quindi, neanche la soluzione).

Dovendo fare altro, ho lasciato perdere per qualche ora; al ritorno, cinque minuti e trovo problema e soluzione.

Il problema era il firewall di Windows: non so perchè ma questa volta non l’ho proprio preso in considerazione (di solito è la prima cosa a cui penso).

Quest’ultimo blocca la condivisione delle cartelle se qualcuno tenta di accedere “dall’esterno”: una veloce ricerca tra le “Well-known ports” su Wiki e… “Microsoft-DS Active Directory, Windows shares”, porta 445 TCP.

Aperta questa porta solo sul firewall, potrete accedere alle cartelle.

Ciao!
! 🙂 !

Ps.: non mi sono arreso: continuerò a cercare se è possibile “abilitare” una VPN tramite un router senza supporto VPN passthrough.

Dropbox crittografato? Wuala.

giovedì, settembre 8th, 2011

Da quando avete scoperto “Dropbox” non ne potete fare più a meno ma avete paura per i vostri dati?

Ecco a voi “Wuala“, un servizio offerto da LaCie: stesso principio di Dropbox mai i file sono crittografati.

Tra le pagine del sito, infatti, potrete leggere:

neppure il personale di Wuala può vedere i tuoi file personali.

 

Si, perchè qualche tempo fa girava notizia che i dipendenti di Dropbox potevano vedere i nostri file senza troppi problemi.

Per i file “importanti” ho continuato ad utilizzare la vecchia cara penna usb, per tutto il resto Dropbox.

Diversamente da Dropbox, non si ha una cartella dove mettere i file ma un hd remoto: non occupa spazio sul hd ma i file sono raggiungibili solo se collegati ad internet.

Offre anche la possibilità di sincronizzare cartelle preesistenti, il che è comodissimo: niente doppioni nella cartella Dropbox, cartelle al loro posto, possibilità di sincronizzare cartelle di configurazione tra più computer (vedi Outlook/Mail).

Per la condivisione dei file, c’è la possibilità di condividere tutto il proprio account o solo alcune cartelle con i tuoi “contatti”, possibilità di rendere un file pubblico, possibilità di far raggiungere il file tramite un link html (comodissimo).

Provandolo, mi sento di consigliare di fare una sincronizzazione delle  cartelle preesistenti o di creare una cartella dove collocare i file così da aver i file sempre a disposizione (anche offline) e non avere il problema della copia del file sul hd remoto (essendo remoto, la velocità di copia dipenderà dall’upload a vostra disposizione).

In fin dei conti, è un servizio un po’ più serio di Dropbox.

Come per Dropbox, c’è un’app sia per iOS che per Android.

Per la versione Android, fate attenzione, rimane attiva: bisogna sloggare per chiuderla o terminarla brutalmente (sconsigliato).

Se volete registrarvi, seguite questo link: avrete 2GB a disposizione invece di 1GB.

Ciao!
! 🙂 !

 

Ps.: se, invece, volete registrarvi a Dropbox (che è un po’ più “veloce”), seguite questo link: avrete a disposizione 2,25GB (cioè 250MB in più).

Esplorare una cartella remota tramite shell

lunedì, gennaio 31st, 2011

Avete bisogno di navigare tramite shell in una cartella remota?

Bene, come avete notato non è possibile farlo senza montare la cartella da qualche parte.

Per fare ciò, avete bisogno di smbfs (che, da quello che ho reperito in rete, è un file system o, meglio, è un SMB “montabile”).

Per installarlo, aprite un terminale e date:

sudo apt-get install smbfs

Fatto questo, dovrete creare una cartella dove montare la cartella remota; quest’ultima potrà essere nella posizione che più vi aggrada (io l’ho messa sulla “Scrivania”) e la potete creare come volete (tramite GUI o con un semplice “mkdir“).

Ora dovrete montare la cartella remota nella cartella appena creata:

sudo mount -t smbfs -o username=nome_utente,workgroup=workgroup_server //nome_server/nome_cartella_remota /path/cartella_appena_creata

Dove “-t” indica che tipo di file system volete montare, “-o” che ciò che segue sono opzioni; “nome_server” sarebbe il nome del computer dove è locata la cartella remota che si vuole raggiungere e “nome_cartella_remota” è il nome della cartella remota.

Se le due macchine si trovano sotto lo stesso workgroup, il campo “workgroup=workgroup” può essere omesso.

Dopo aver dato questo comando, vi verrà chiesta la password dell’utente della macchina-server che volete raggiungere: nel caso può essere aggiunta anche nelle opzioni del comando, ma sarà in chiaro:

-o username=nome_utente,password=password_utente

C’è solo un piccolo problema: il proprietario della cartella montata non sarete voi ma il “superutente” quindi, qualsiasi cosa vogliate fare, la potete fare solo da “superutente”.

Ciao!
! 🙂 !