Cinesica culturale 1: Napoli

La cinesica culturale è lo studio del corpo e del suo movimento nello spazio intesi come simboli di di comunicazione sociale.

Nota bibliografica: “Come te l’aggia dicere? ovvero l’arte gestuale a Napoli” di Bruno Paura e Marina Sorge.

Edizioni Intra Moenia, Napoli, ottobre 1998.

 

1) Il documentario presenta i titoli delle sezioni che intende trattare:
1.1) Lo speaker spiega i movimenti di un uomo che muove la testa con cappello che ha limoni che pendono.
1.2) Immagini de “la vecchia o’ carnevale” con lo stesso uomo che tiene davanti, poggiato sulla pancia, una pupazza vestita di nero con faccia da vecchia strega che suona le nacchere.
1.3) Cinesica rituale:
1.3.1) In una piazza gremita di napoletani che seguono l’esibizione de o’pazzariello che balla tenendo un bastone in mano, si mostrano soprattutto i piedi.
1.3.2) ‘o pazzariello balla con una napoletana con una gonna molto corta.
1.3.3) Alle spalle de o’pazzariello anche la vecchia o’ carnevale.
1.3.4) I due personaggi ballano incitati dalla folla.
1.3.5) L’uomo con la vecchia mentre esegue un pezzo da solo, poi con la ragazza in minigonna.
1.3.6) La folla con i due personaggi in giro per i vicoli di Napoli
1.3.7) Il gesto.

2) Le parti del corpo:
2.1) Alcuni disegni con i vari gesti presenti nel volume del canonico Andrea de Jorio, La mimica degli antichi investigata nel gestire napoletano, Napoli, Stamperia e cartiera del Fibreno, 1832.
2.2) Bambini di una scuola mentre ascoltano due attori, uno è Peppe Barra, l’altro potrebbe essere Mariano Rigillo.
2.3) I bambini, con fiocco e grembiule, ascoltano e ripetono i gesti contenuti nella narrazione.
2.4) Cinesica sociale:
2.4.1) Una donna gesticola mentre parla con una donna anziana in un mercato rionale.
2.4.2) La donna deve vendere la merce del suo banco, quindi ogni tanto urla per decantare la qualità della merce esposta.
2.4.3) Classificazione dei movimenti: emblemi, bacchette, ideografici, spaziali, deittici, regolatori.
2.4.4) La donna del mercato utilizza un gesto per sostituire la parola (emblema), poi un altro gesto per sottolineare il discorso (bacchetta), un venditore ambulante parla dal camion pieni di biancheria da vendere, fa dei gesti per indicare relazioni nello spazio (spaziale).
2.4.5) Il camion con l’ambulante e la folla intorno, fa altri gesti definiti bacchetta, deittico, poi incrocia le due mani per fare il gesto di chi va in galera, poi con le scatole davanti fa il gesto di giurare sulla madre (emblema), poi mostra un due con le mani per dire che la cosa costa solo duemila lire.
2.4.6) Due napoletani discutono davanti ad una guardia, i gesti vengono rivisti al rallentatore e in sovrimpressione vengono classificati.

3) Cinesica rituale:
3.1) Alcune persone alla fermata degli autobus: un ragazzo parla con un uomo più grande, i gesti vengono analizzati e classificati.
3.2) Due donne vestite di scuro insieme ad una bambina, la donna più anziana ha in mano le buste della spesa. Le donne parlano e gesticolano molto.
3.3) Una signora parla con un signore sotto la pensilina di una capolinea di autobus. L’uomo vuole dare a tutti i costi una moneta alla donna che però la rifiuta.
3.4) Due donne parlano nel cortile del palazzo, una delle due ha una busta della spesa, parlano di qualcosa successa nel palazzo.
3.5) Moduli verbali e cinesici:
3.5.1) Alcuni disegni con scene riguardanti la devozione alla madonna dell’arco.
3.5.2) Foto della processione con alcuni bambini vestiti con sacchetto bianco e fusciacca obliqua.
3.5.3) Interviste sull’avvenimento.
3.5.4) Parla una donna anziana, intorno altre persone che ascoltano in silenzio.
3.5.5) Lo speaker analizza la gestualità della donna.

4) Il gesto:
4.1) Parla una giovane ragazza con la minigonna, prima parla in italiano, poi dice la stessa cosa in napoletano, questo per mostrare la diversità della gestualità.
4.2) Parla un uomo che nella processione è addetto al trasporto della statua, l’uomo parla in napoletano.
4.3) Parla un giovane, sempre in napoletano, all’inizio è impacciato per la presenza della telecamera, poi, man mano si scioglie e i gesti sono più spontanei.
4.4) Cinemi situazionali:
4.4.1) Foto di bambini, di donne.
4.4.2) Stadio di San Paolo con spalti gremiti di tifosi napoletani.
4.4.3) Riprese le varie espressioni di alcuni tifosi che seguono la partita.
4.4.4) Esplosione di gioia e movimenti delle braccia quando il Napoli segna il goal.
4.4.5) Procida: mani una sopra all’altra di una donna che stringe il portamonete all’altezza della vita come in tensione.
4.4.6) Le donne seguono la processione del Crocefisso organizzata dalla confraternita dei turchini (del Santissimo sacramento).

5) Cinesica sociale:
5.1) Altre immagini di persone che assistono alla processione.
5.2) Sfilano i sacerdoti che camminano tenendo in mano il libretto.
5.3) La statua di Gesù morto portata in spalla dagli uomini che hanno la faccia segnata dalla stanchezza.
5.4) Altre donne con le mani messe sempre allo stesso modo.
5.5) La sfilata dei bambini vestiti con abito scuro e ricamato in oro.
5.6) Il sacerdote in testa alla sfilata.
5.7) Gente stretta appoggiata al muro assiste.
5.8) Sfilano i marinai.
5.9) Una donna si abbottona il cappotto poi ritorna con le mani alla stessa posizione.

6) Moduli verbali e cinesici

7) Cinemi situazionali

8) Le 8 parti del corpo:
8.1) Con l’aiuto della grafica e di un piccolo filmato si illustra il movimento della testa, della faccia, delle spalle e tronco, delle braccia, delle mani, delle gambe, dei piedi e del collo.

 

 

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Edit 13/04/2015: aggiunto mirror per il video:

Fonte

Ciao!
! 🙂 !

Nokia Tune

Chi non ha mai avuto questa suoneria almeno per un giorno 😀 ?

Solo chi non ha mai avuto un Nokia.

 

 

Se ne volete sapere di più, vi consiglio di leggere questo articolo su Nokioteca.

Ciao!
! 🙂 !

L&F

Così si chiama il dvd dove l’ho trovato: era in mezzo ad una pila (un centinaio in realtà) di cd/dvd senza nome.

Datato 11 Novembre 2006:

 

Ecco cosa succede se la noia di un pomeriggio di Novembre prende il sopravvento.

Dico a voi L&F: se volete che lo tolga, ditemelo 😉 .

Considerate che il video è impossibile da trovare.

Ciao!
! 🙂 !

“Think different”: 1984 – 2011 – 2

Riporto un commento da questo post (link al commento):

think different e’ molto parodia di “1984″, Orwell…

Ecco un secondo video a riguardo sullo stesso canale di YouTube (fermo immagine a 8″):

Che dire?

Quando uscì l’iPad, a chi mi chiedeva “Secondo te, com’è?” rispondevo così:

Dopo averne utilizzato uno (con jailbreak) nella Vita di tutti i giorni ho cambiato la mia opinione in proposito in “Ah però, non sarebbe male se fosse più “open”, avesse un’uscita video ed un’entrata usb!”.

Bene, sembra che quasi tutti i tablet Android abbiano queste caratteristiche (in particolare quello dell’HTC e di Toshiba, le due marche che prenderei in considerazione), quindi staremo a vedere l’evolversi della situazione.

Che sia la fine dei netbook (netbook, non notebook)?

Per me si!

Ciao!
! 🙂 !

Ps.: le persone in tuta bianca, sono tutte persone che hanno morsicato la “Mela Bianca” 🙂 ?

“Think different”: 1984 – 2011

Correva l’anno 1984 e qualcuno faceva capolino:

Ultimamente, però, mi sono domandato se si ricordassero del loro motto, “Think different”.

Non so se avete notato ma c’è una “massa” di gente tutti con gli iPhone, iPhone che differiscono solo per lo storage interno e per il colore (non per tutte le generazioni); addirittura, prima dell’arrivo della quarta generazione, non si poteva neanche cambiare lo sfondo della SpringBoard: tutto nero per tutti.

Quindi mi chiedevo “Come faccio a “pensare differente” se non sono libero di fare le mie scelte?”.

Il livello di personalizzazione di Android, senza nessun tipo di sblocco, è estremo: posso, ad esempio, scegliere di utilizzare una diversa GUI rispetto a quella offerta dal produttore, posso scegliere di utilizzare una tastiera diversa e così via, tutto liberamente e legalmente scaricabile dal Market.

In realtà il discorso sarebbe molto più lungo e complicato ma era una premessa per mostrarvi una pubblicità che sarà trasmessa durante il Super Bowl, quella del Motorola Xoom:

Ragazzi, che dire: più che una pubblicità, sembra una dichiarazione di guerra!

E quindi, che la guerra abbia inizio!

Ciao!
! 🙂 !