[Raspberry Pi] Installiamo un client Torrent, Transmission

Ciao.

Un client torrent può sempre ritornare utile (naturalmente solo per scopi leciti), quindi procediamo

sudo apt-get install transmission-daemon

Così facendo installeremo un demone (sempre attivo), per fermalo

sudo service transmission-daemon stop

Una volta fermato, approfittiamo per configurarlo

sudo nano /etc/transmission-daemon/settings.json

dove

“download-dir” = path completo dove salvare i vostri download
“download-limit” = numero di download contemporanei
“download-limit-enabled” = numero di download, 1 abilitato, 0 disabilitato
“incomplete-dir” = path completo dove salvare i download incompleti
“incomplete-dir-enabled” = se 1 abilita la cartella dei download incompleti, con 0 disabilita
“peer-port” = porta per i peer
“peer-port-random-on-start” = con “true”, ad ogni avvio del demone, cambia la porta e ne sceglie una a caso, con “false” la porta non cambia
“rpc-password” = password per l’accesso alla web-interface
“rpc-port” = porta per l’accesso remoto
“rpc-username” = username per l’accesso alla web-interface
“rpc-whitelist” = whitelist con gli indirizzi abilitati ad accedere alla web-interface
“speed-limit-down” = limite per il download (misurato in KB/s)
“speed-limit-down-enabled” = abilita il limite per il download con “true”, con “false” è illimitato
“speed-limit-up” = limite per l’upload (misurato in KB/s)
“speed-limit-up-enabled” = abilita il limite per l’upload con “true”, con “false” è illimitato
“start-added-torrents” = con “true” appena si aggiungono file di torrent si avvia il downlod, con “false” l’avvio è manuale
“trash-original-torrent-files” = con “true” vengono eliminati i file .torrent una volta aggiunti, con “false” no
“upload-limit” = numero di upload contemporanei
“upload-limit-enabled” = con 1 abilita il limite, con 0 lo disabilita

Una volta configurato completamente, avviate il demone

sudo service transmission-daemon start

Ciao!
! 🙂 !

Configurare OpenVPN per condivisione file (Windows 7)

Ciao.

Era un progetto che avevo in mente da diversi anni ma, ogni volta che lo iniziavo, non andava mai a finire come volevo io: una VPN casalinga tramite i servizi offerti da Windows.

Il problema principale non era nè la configurazione di un DNS dinamico (quello l’avevo già da tempo immemore) nè la configurazione della VPN stessa ma il poterla raggiungere dall’esterno (nella stessa rete funziona benissimo): nelle innumerevoli guide che ho letto a riguardo nessuno specificava che il router deve supportare il VPN passthrough.

Alla fine, per questo motivo, a malincuore ho dovuto ripiegare su software di terzi parti con un client per Android.

“Hamachi”, purtroppo, non ha un client per Android che faccia quello che voglio io, così ho optato per “OpenVPN”.

Per configurarlo al meglio, vi consiglio questa ottima guida e di leggere tutte le HOWTO sul sito ufficiale.

Se fila tutto liscio, buon per voi: io ho avuto diversi problemi, risolti dopo ricerche su Google.

Il primo l’ho avuto con “build-ca.bat”: mi restituiva “unable to write ‘random state'”.

Per risolverlo, ho seguito le istruzioni scritte in questo topic (precisamente, questo post).

Il secondo problema che ho avuto era la condivisione delle cartelle: servizi come VNC, FTP, ecc.ecc. funzionavano alla perfezione ma non riuscivo ad accedere alle cartelle condivise.

Dopo due ore di ricerche, lettura di guide e sperimentazione, non avevo trovato il problema (e, quindi, neanche la soluzione).

Dovendo fare altro, ho lasciato perdere per qualche ora; al ritorno, cinque minuti e trovo problema e soluzione.

Il problema era il firewall di Windows: non so perchè ma questa volta non l’ho proprio preso in considerazione (di solito è la prima cosa a cui penso).

Quest’ultimo blocca la condivisione delle cartelle se qualcuno tenta di accedere “dall’esterno”: una veloce ricerca tra le “Well-known ports” su Wiki e… “Microsoft-DS Active Directory, Windows shares”, porta 445 TCP.

Aperta questa porta solo sul firewall, potrete accedere alle cartelle.

Ciao!
! 🙂 !

Ps.: non mi sono arreso: continuerò a cercare se è possibile “abilitare” una VPN tramite un router senza supporto VPN passthrough.

Dropbox crittografato? Wuala.

Da quando avete scoperto “Dropbox” non ne potete fare più a meno ma avete paura per i vostri dati?

Ecco a voi “Wuala“, un servizio offerto da LaCie: stesso principio di Dropbox mai i file sono crittografati.

Tra le pagine del sito, infatti, potrete leggere:

neppure il personale di Wuala può vedere i tuoi file personali.

 

Si, perchè qualche tempo fa girava notizia che i dipendenti di Dropbox potevano vedere i nostri file senza troppi problemi.

Per i file “importanti” ho continuato ad utilizzare la vecchia cara penna usb, per tutto il resto Dropbox.

Diversamente da Dropbox, non si ha una cartella dove mettere i file ma un hd remoto: non occupa spazio sul hd ma i file sono raggiungibili solo se collegati ad internet.

Offre anche la possibilità di sincronizzare cartelle preesistenti, il che è comodissimo: niente doppioni nella cartella Dropbox, cartelle al loro posto, possibilità di sincronizzare cartelle di configurazione tra più computer (vedi Outlook/Mail).

Per la condivisione dei file, c’è la possibilità di condividere tutto il proprio account o solo alcune cartelle con i tuoi “contatti”, possibilità di rendere un file pubblico, possibilità di far raggiungere il file tramite un link html (comodissimo).

Provandolo, mi sento di consigliare di fare una sincronizzazione delle  cartelle preesistenti o di creare una cartella dove collocare i file così da aver i file sempre a disposizione (anche offline) e non avere il problema della copia del file sul hd remoto (essendo remoto, la velocità di copia dipenderà dall’upload a vostra disposizione).

In fin dei conti, è un servizio un po’ più serio di Dropbox.

Come per Dropbox, c’è un’app sia per iOS che per Android.

Per la versione Android, fate attenzione, rimane attiva: bisogna sloggare per chiuderla o terminarla brutalmente (sconsigliato).

Se volete registrarvi, seguite questo link: avrete 2GB a disposizione invece di 1GB.

Ciao!
! 🙂 !

 

Ps.: se, invece, volete registrarvi a Dropbox (che è un po’ più “veloce”), seguite questo link: avrete a disposizione 2,25GB (cioè 250MB in più).

Suoni personalizzati con Android: eccome come.

Mi sto trovando davvero bene con Android ma pecca in alcune piccole cose abbastanza sceme.

Ad esempio per la gestione dei messaggi: Nokia o, meglio, Symbian li gestisce meglio (spero in un aggiornamento da parte di Google).

Altra cosa è l’utilizzo di mp3 come suono per la suoneria, per la sveglia o per i messaggi: di base (almeno sulle rom “grezze”, quelle non toccate da altri) non è possibile farlo senza un accorgimento.

Di app che permettono di fare questo ce n’è sono a bizzeffe sul Market, alle volte gli stessi riproduttori musicali (Winamp, PowerAMP, ecc.ecc.) hanno un’opzione nei loro menù ma, visto che non mi fido mai di nessuno, preferisco farlo.

Per utilizzare file mp3 per le notifiche, dovrete creare una cartella nella root della MicroSD con nome “media“, al suo interno un’altra con nome “audio” ed, infine, al suo interno altre tre: “ringtones“, “alarms“, “notifications“.

Struttura della microSD:

\

media

audio

alarms

notifications

ringtones

Nella cartella “ringtones” andranno messi quei file che volete utilizzare come suoneria, in “notifications” quelli per i messaggi e, infine, in “alarms” quelli per la sveglia.

Ora, ogni volta che andrete a scorrere i vari suoni, troverete i file inseriti alla fine della lista.

Ciao!
! 🙂 !

Come partizionare al meglio Ubuntu

Partizionare Hd - Gestore dischi

Quando installiamo Ubuntu possiamo scegliere come partizionare il nostro Hd.
Possiamo dirgli di utilizzare l’intero disco e lasciargli carta bianca su come partizionarlo o di installare Ubuntu affianco ad un altro Sistema Operativo (ad esempio Windows o un’altra distribuzione di Linux) o possiamo scegliere di decidere noi come partizionare il disco.
In quest’ultimo caso, dobbiamo creare una partizione per lo swap, una per il main (i file di sistema) ed un’altra ancora per la nostra home.

Parlando con chi ne sa più di me (C0m3tX, che ringrazio) è uscito fuori che il miglior modo di partizionare sarebbe questo:

  • partizione primaria di 100Mb per il boot (grub, nel caso di Ubuntu) formattata con ReiserFS
  • partizione estesa di 2Gb (di solito metto tanto) per lo swap
  • partizione estesa per il main (i file di sistema) formattata con ext4
  • partizione estesa per l’home (i nostri file) formattata con ext4

L’ordine delle partizione deve essere come quello della lista.

Il file system ReiserFS è un po’ più sicuro (il rischio di corruzione dei dati è molto basso), l’ext4 è un po’ più veloce, quindi per il boot è consigliato l’uso di ReiserFS, per il main e la home l’ext4 ma potete utilizzare il file system che volete.

Ciao!

! 🙂 !

Backup di eMule

Non guardo la televisione ma mi piacciono i telefilm.

Unico modo di reperirli, oltre a comprare i cofanetti delle stagioni, è quello di rivolgersi a quello che io definisco il “grande videoregistratore”.

Come ben sapranno chi l’ha utilizzato almeno una volta, c’è una coda da rispettare ed un sistema di “crediti” per avanzare di qualche posto in questa coda.

Nel caso dobbiate fare una qualsiasi operazione che comporti la cancellazione della cartella del programma, ricordatevi di salvare questi file:

  • Category.ini: l’eventuale suddivisione in categorie dei vostri download
  • clients.met: contiene la lista di utenti che hanno scaricato da voi e viceversa: serve a calcolare i crediti per la gestione della coda di upload
  • cryptkey.dat: contiene la chiave univoca RSA: serve a proteggere la vostra chiave hash
  • downloads.txt e downloads.bak: memorizza i link ed2k che stiamo scaricando; downloads.bak è un file di backup di downloads.txt
  • preferences.dat: contiene le informazioni riguardo le vostre preferenze
  • statistics.ini: memorizza periodicamente le statistiche di eMule

Li trovate tutti nella sottocartella del programma “config”.

Fonte: Emule.it.

Ciao!

! 🙂 !

Ps.: questa guida è solo a scopo illustrativo. Per quali file scaricate con eMule sono fatti vostri.

Estrarre audio da un “Enhanced CD”

Vi sarà capitato almeno una volta comprare un cd audio, metterlo nello stereo e sentirlo senza problemi poi, un giorno, vi svegliate e volete fare una compilation: prendete il cd, lo mettete nel computer e… e… non riuscite a riprodurre il cd con il vostro player.

Andate ad esplorare il cd ed invece di trovare le tracce audio trovate dei dati: immagini, video, un player della casa discografica, un’animazione flash e cose del genere.

Si tratta di un “Enhanced CD” (Wikipedia) o anche conosciuto “CD Extra” o “CD Plus”.

La struttura di questo tipo di cd è formata da due sessioni: nella prima sono presenti le tracce audio, nella seconda i file ed è “formattata” con un File System.

Per questo motivo i lettori da tavolo (stereo, autoradio e via dicendo) leggono solo la prima sessione, i computer la seconda (trovano un File System e ti mostrano il contenuto).

Per una copia di backup (copia 1:1) non ci dovrebbero essere problemi ma per creare una compilation o semplicemente riversare il cd audio in mp3 o solamente sentirlo con il proprio player si!

Tutto questo si risolve con Exact Audio Copy (EAC), freeware per privati.

L’installazione è semplicissima, la configurazione altrettanto.

Per l’installazione l’unica raccomandazione è la richiesta di installazione della toolbar di Ask.com (della serie): se non vi interessa deselezionatelo.

Per la configurazione selezionate solo i lettori che utilizzerete per questo scopo e deselezionate le unità virtuali (ad esempio quelle create da Alcohol).

Vi sarà richiesto se vi importa di più la qualità del risultato o la velocità, di confermare le caratteristiche del vostro lettore ottico (se non li conoscete, selezionate la seconda opzione e fategli fare il test), di scegliere quale formato per il “rippaggio” del cd in file compressi (mp3 o wma) o in file non compressi (FLAC o WMA Lossless) ed, infine, viene richiesta un’email (una vale l’altra) utile per accedere al database degli ID3 tag.

Fatto questo avete finito la configurazione.

Se provate a fargli analizzare un enhanced CD noterete che l’ultima traccia e quella dei dati, tutte le altre le tracce audio.

Cliccando su “Database -> Get CD Information from -> Database” gli ID3 tag veranno compilati automaticamente; nel caso il CD non sia presente nel database potrete compilare manualmente i campi.

Sono richiesti i codec LAME (download).

Per il download di EAC qui.

Ciao!
! 🙂 !

Ps.: dovrebbe funzionare correttamente anche con Wine 😉 .